Ray Villafane, l’artista che traforma semplici zucche in opere d’arte!

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Ray Villafane è un ingegnoso artista americano che per ogni Halloween realizza incredibili opere con le classiche zucche! Con l’aiuto di particolari coltelli ed altri strumenti collezionati nel tempo, Ray riesce a trasformare semplici frutti in personaggi strambi e curiosi, perfettamente in tema con la notte dei morti viventi.

 

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Perchè la musica italiana sta mettendo in discussione l’amore?


Non esistono più gli artisti del cuore. Ormai la nostra fedeltà musicale è scandita da playlist miste, composte da generi, nomi, nazionalità assolutamente varie ed eterogenee. Tendenzialmente i nomi italiani son sempre pochissimi, per certe generazioni la musica italiana è un qualcosa che viene respinto quasi con sdegno. Lo è stato anche per me per un certo tempo. Anche perché le radio italiane si impegnano seriamente nel proporre, con una ridondanza maniacale, sempre le stesse canzoni, sempre gli stessi artisti, sempre il peggio dei peggiori artisti. Penso ad esempio che se 1/5 del tempo occupato da canzoni di Ligabue fosse dedicato agli artisti indipendenti, ogni aspirante musicista al mondo avrebbe assicurato almeno un passaggio radiofonico. In estate poi c’è per forza bisogno dei “tormentoni”, che nessuno ha mai chiesto, di cui nessuno ha bisogno, ma che ci vengono inculcati con forza quasi come lo sciroppo per la tosse. Giuro che se incontro chi ha inventato il concetto “tormentone” lo sequestro. Quest’estate però, in quel merdoso impasto di banalità che ero costretto ad ascoltare nel traffico ogni giorno, c’era qualcosa che stonava, c’era qualcosa che faceva sempre schifo, ma in modo diverso. Finché, in un caldo e trafficato pomeriggio di mezza estate capii che la nota stonata era Cesare Cremonini con la sua “Logico#1”. Cremonini ha sempre rappresentato il vuoto cosmico della musica italiana, il punto più alto di banalità e pochezza contenutistica, ma gli ho sempre riconosciuto una certa dimestichezza nella ricerca melodica, nell’includere quell’ indefinito “quid” che rende i suoi pezzi si brutti, ma non assolutamente inascoltabili come possono essere ad esempio quelli di Biagio Antonacci o i Modà. Quello che stonava nel caso del singolo “Logico#1”, rispetto al resto della musica d’estate all’italiana, era sia l’arrangiamento fortemente elettronico, da suoni quasi “electro” sia la scelta di un testo decisamente sovversivo per i canoni nostrani, un testo che mette in discussione il concetto di amore.
Cremonini scrive e canta :

Logico, sì è Logico
Non chiedersi come e perché
All you need is love
… And a lover
E’ solo musica e fibre nervose
Non succede quasi mai a due come noi
di Credere che sia possibile trovare
Un complice in questo disordine
Tracciare un’orbita nell’atmosfera
[..]
Stasera la logica non è sincera
Chissà se amare è una cosa vera
Chissà se amare è una cosa… vera

Chissà se amare è una cosa vera” è un concetto interessante. Cioè, lo è sempre stato, ma è interessante come in questo caso venga proposto da uno come Cremonini, che da anni ci snerva con amore, cuori, vespe e latin lover. E’ interessante supporre che l’amore non sia una cosa vera, perché effettivamente è un qualcosa che professiamo, che ricerchiamo per una vita intera, ma la cui esistenza non è assolutamente tangibile. Un po’come la religione, un qualcosa che professiamo, che ricerchiamo per una vita intera, ma la cui esistenza non è assolutamente tangibile. E’ non è questo ad essere importante, è ciò che la ricerca di tale tangibilità rappresenta nelle nostre vite a fare la differenza. Rappresentano due delle forze che ci tengono in movimento, siamo esseri volti alla ricerca, di amore, felicità, Dio, etc. Se così non fosse, se avessimo solo bisogno di accoppiarci o di vivere di esperienze temporanee, tutto sarebbe un semplice appagare i propri istinti e questo non ci differenzierebbe molto da animali e primati. Esser convinti invece che esista un sentimento tanto forte e completo, in grado di durare nel tempo e di unire felicemente due persone per sempre, è una meritevole ragione per cui vivere, per cui investire una vita nella ricerca. Quello che Cremonini sostiene è proprio che l’amore sia ormai ritenuto un qualcosa di “logico”, è scontato che chiunque abbia il proprio amore, che debba ricercalo, che senza non sia vita e che il tutto funzioni con una certa logicità. Se noi umani fossimo un progetto sociale, l’amore potrebbe essere inteso come un input vitale, un sistema d’attivazione, un concetto tanto essenziale da esser fautore di vita e di morte. Se fosse una scelta di marketing poi, sarebbe la cosa più geniale mai pensata. Anche qui, come la religione.
Proprio nei giorni in cui mi tornavano in mente questi pensieri, già abbondantemente affrontati in età adolescenziale dopo aver visto “Pensavo fosse amore invece era un calesse..” di M. Troisi, in un successivo, lento e trafficato giorno di settembre mi capita di ascoltare il nuovo pezzo dell’interessante progetto formato da Fabi-Silvestri-Gazzè dall’inequivocabile titolo “L’amore non esiste”. Siamo passati dal dubbio alla certezza. Il testo qui è ancora più esplicito, con tinte di ripensamento e speranza nel ritornello, ma a pieno supporto della tesi che vede l’amore come un’impostazione mentale default.

L’amore non esiste è un cliché di situazioni
tra due che non son buoni ad annusarsi come bestie
finché il muro di parole che hanno eretto
resterà ancora fra loro a rovinare tutto
L’amore non esiste è l’effetto prorompente
di dottrine moraliste sulle voglie della gente
è il più comodo rimedio alla paura
di non essere capaci a rimanere soli
L’amore non ha casa, non ha un’orbita terrestre
non risponde ai più banali meccanismi tra le forze,
è un assetto societario in conflitto d’interesse
l’amore non esiste…
Ma esistiamo io e te
e la nostra ribellione alla statistica
un’abbraccio per proteggerci dal vento
l’illusione di competere col tempo
Io non ho la religiosa accettazione della fine
potessimo trovare altri sinonimi del bene
l’amore non esiste, esistiamo io e te
L’amore se poi esiste è quest’idea di attaccamento
che ha l’uomo del mio tempo per le tante storie viste
non esiste fare i conti accontentarsi piano piano
di una vita mano nella mano
l’amore non esiste è un ingorgo della mente
di domande mal riposte e di risposte non convinte
vuoi tu prendere per sposo questa libera creatura
finché Dio l’avrà deciso o solamente finché dura?

L’amore non esiste è l’effetto prorompente di dottrine moraliste sulle voglie della gente è il più comodo rimedio alla paura di non essere capaci a rimanere soli”.. potrebbe in effetti anche essere cosi. Può in effetti essere inteso come struttura mentale pre-impostata. Nonostante i sentimenti siano dannatamente reali e tutto ciò che viviamo in conseguenza ad essi sia vita, quello che pare venga messo in discussione all’interno della patria della canzone “amore-centrica” è proprio la centralità di tale concetto nel rapporto tra due persone. Cresciamo con l’idea di dover trascorrere una vita insieme alla persona che si ama, quando magari si potrebbero amare infinite persone nel corso di una singola vita. Non è possibile sapere quale sia il modo migliore di relazionarsi a due, ma mi è sembrato curioso questo atteggiamento scettico, assunto nella patria dei cantori dell’amore per eccellenza. Certo, in tempi cosi aridi di positività mettere in discussione pure l’amore è l’ultima delle esigenze, o forse la prima, in questo nuovo Medioevo emozionale. Sarà un caso, oppure una mia semplice impressione, ma non vorrei che la musica italiana si intristisse. Abbiamo perso quasi tutto ciò che ci contraddistingueva nel mondo, ci stiamo facendo saccheggiare, ma soltanto perché ormai si sono totalmente frantumati i legami sociali tra tutti noi. Almeno l’amore lasciatecelo, anche se illusorio, anche se questo dà possibilità a cantori come Gigi D’Alessio o Albano di diventar celebri. Si rischia di tornar al malessere di Masini o all’esistenzialismo di Zero, per carità.

Paris Hilton Dj: «Guadagno fino a un milione di dollari a serata».

Paris Hilton dj per una sera, il guadagno è a sei zeri
Se dovessi stilare la classifica delle motivazioni che mi hanno portato ad appendere le cuffie al chiodo e ritirarmi da questa volgare corsa alla consolle, alla # 5 metterei “Perché Paris Hilton guadagna un milione di dollari a serata”. In realtà basterebbe anche solo “Perché Paris Hilton fa la Dj e qualcuno la assume perché qualcuno va a sentirla“. Non c’è molto da dire, è la solita vergogna già abbondantemente contenuta soltanto nel titolo. Per qualche minuto infatti mi sono chiesto se non fosse stato più opportuno lasciare la notizia totalmente in bianco, come segno di denuncia e protesta, una forma di sciopero personale. Invece poi ho deciso di sostituire qualunque forma di tono polemico o scioperante con l’opportunità di raccogliere qualche vaffanculo da inviare a Mrs. Hilton. Che poi in realtà gli idioti siamo noi, è quello che penso ogni volta che sento robe del genere. Perché lei dovrebbe mai vergognarsi o dar conto a questo tipo di giudizi? Lei che guadagna un milione di dollari a sera mentre io e te siamo dei pezzenti? Questo sistema è stato disegnato per fallire per poi rigenerarsi e poi fallire e poi rigenerarsi e cosi via. Io sto qua a scrivere ed indignarmi proprio perché il fatto è dannatamente ingiusto, e voi lo leggerete per lo stesso motivo. Se lei li meritasse, se il tutto fosse legittimo a noi non ce ne fregherebbe un cazzo, come non ci fregherebbe nulla di notizie come “Chirurgo guadagna 200.000€ per un intervento a cuore aperto“. Lo scandalo fa notizia chiaramente. Lo scandalo ci fa discutere, ci fa dire la nostra e ci fa sentire tutti un po’ meglio di qualcun altro. La forza di personaggi di questo calibro è proprio il fatto che fanno discutere tutti. Paris Hilton come ad esempio Balotelli, sono condannabili agli occhi di centinaia di categorie, scandalizzano tutti e tutti ne parlano. In questa ciclicità di schifezza però, fatta di ragionamenti boomerang, mi sono ritrovato di fronte al pensiero che anche a me lo scandalo, in effetti, sta dando l’opportunità di scrivere questo articolo, mi sta facendo sentire utile alla causa degli indignati e meno inerte tra inerti. Dunque, ora che ho ritrovato il giusto spirito, vorrei che dopo aver letto questo articolo lasciaste più commenti offensivi possibile, sfoghiamo tutti insieme. Diamo un margine di coerenza alla nostra cosciente incoerenza. Inoltre, picchia a sangue ogni tuo amico o amica che in qualche modo agevola la fama di queste persone, diffondi l’idea che fare il Dj sia qualcosa di concreto e realmente artistico, approfondisci la questione tu in primis. Per un milione di dollari guadagnati ci sono tre milioni di persone fuori pista. A me non interessa che lei guadagni tutto questo denaro, a me fa incazzare che tolga a tanta gente la possibilità di dare la giusta consistenza a questa arte. Ma è una vecchia storia e a quanto pare ci piace tanto continuare a raccontarla.

 

«Mia madre mi ha sempre detto che non è educato parlare in pubblico di soldi, non voglio vantarmi ma è davvero una cosa meravigliosa essere pagati bene per fare qualcosa che ami.Ho lavorato sodo e sono molto fiera di me stessa».

OUTDOOR FESTIVAL 2014 :: Un movimento fisico, mentale, emozionale.

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OUTDOOR FESTIVAL 2014 :: MOVING FORWARD :: OPENING AC

..quando il nuovo incontra il vecchio.”

Saturday 25 october 2014
Via Dello Scalo San Lorenzo 10
H 19:00 until 04:00

Roma, capitale dell’antichità, con quelle chiese rinascimentali, con la metro anni ’80, i sanpietrini, la metro nuova che non viene aperta perchè è nuova, e Roma ha paura del nuovo, ha paura di osare, ha paura di conformarsi al resto dell’Europa, Roma vuole restare anziana, anziana come i suoi abitanti.

Quando “Europa” suona electro, Roma suona cover band di Guccini (nulla da togliere eh..), quando “Europa” propone Dottor Martens Roma risponde New Balance, quando “Europa” propone arte Roma finalmente risponde street art.

Per la prima volta Roma si svecchia, apre le sue frontiere a forme nuove, prova a dipingersi di un tocco underground e internazionale con un evento degno della attitude londinese,” OUTDOOR FESTIVAL 2014” è tutto questo.

 

15 street artist di fama internazionale, tra i quali il buon vecchio Jb Rock ma anche AIKO e Faith47, vengono ospitati nell’ Ex Dogana di San Lorenzo, 5000 mq rimasti a lungo silenti che ora tornano in vita vestiti di abiti nuovi. Un posto abbandonato e quindi probabile palcoscenico di murate illegali mantiene la sua coerenza con la street-art diventando museo con pareti dipinte, visitabile fino al 22 Novembre.

In occasione dell’opening party musica ed arte si sposeranno felicemente con una line-up degna di nota, che vedrà protagoniste le molleggianti note di Kohndo, seguite dalle energiche vibrazioni di Lady Coco e Balsamo di Scimmia e dai toni deep house e techno pompati da Stefano Ritteri e Manuelle Musik a rappresentare la Congaloid.

Kohndo

Per chi ama la street-art ed è caccia di novità questo è il luogo giusto, un container enorme di idee e suoni nel quale sentirsi piccoli ma pieni, dove assaggiare un po’ di sottocultura in questa statica e atrofizzata città, con la speranza magari di riuscire un po’ a svecchiarla.

 ?????                                                                                                                                                                  di Giulia Benassai

DIGITAL LIFE 2014 – “PLAY” : IL FESTIVAL DELLE NUOVE TECNOLOGIE E DELLE ARTI DIGITALI!

 

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Digital Life 2014
La Pelanda, MACRO 9.10/30.11
Tutti I giorni dalle 16.00 alle 22.00

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Forse non tutti sanno che Digital Life è un progetto che nasce ormai 5 anni fa e che ha come intento la fusione di arte e nuove tecnologie, un binomio sorprendente di arte e scienza che, mai come quest’anno, risulta così ben riuscito.

Seguo questo evento dalla sua nascita, per me ha un significato importante e lo sento sempre un po’ mio, ogni anno dopo la mostra però sentivo che non era completo, come se non mi avesse trasmesso abbastanza, e rimanevo sempre un po’ interdetta da come grandi potenzialità tecnologiche non venissero, a parer mio, pienamente sfruttate.

Veaceslav Druta – La balançoire

Play” invece, rispetto agli anni precedenti, cattura il visitatore in un mondo dove non è più spettatore, ma parte attiva dello strumento, non solo: la luce si trasforma in forme, gli oggetti prendono vita, il suono si trasforma in musica e il visitatore nell’artista diventando parte fondamentale dell’opera interattiva.

La chiarezza con la quale il visitatore è guidato nel percorso rende tutto molto intuitivo, finalmente in un museo dove normalmente vige la regola “vietato toccare le opere” ci troviamo davanti a strutture che vengono attivate solo se toccate, il tutto contornato dagli splendidi ambienti della Pelanda che si sposano perfettamente con il concept underground di questa manifestazione.

Alexandre BurtonImpacts

Inoltre, con mia grande gioia, l’opera migliore nasce da un progetto Italiano, che mi ha visto sognare in quella sala verde per parecchi minuti e che dalla quale, purtroppo, sono dovuta andar via e che ancora oggi, dopo 2 giorni, vorrei sentire ancora.

More Info : http://romaeuropa.net/news/digital-life-2014-play/

 

di Giulia Benassai

L’uomo che realizza opere incredibili con una tecnica ancora più incredibile!

Appartenendo alla generazione cresciuta con A-Team, MacGyver , SuperCar etc, ho sempre desiderato trovarmi in una qualche improbabile situazione in cui per liberarmi avrei dovuto ricorrere ad incredibili espedienti e tecniche imparate durante le innumerevoli avventure dei protagonisti delle suddette serie tv, come quando ad esempio, rimasto bloccato in una cantina per ore, riuscii ad aprire un portone di ferro con coltello e forchetta. Tra le tecniche che ancora non ho avuto modo di metter in atto c’è il famigerato uso di Sole + Lente d’ingrandimento, utilissima nel bruciare corde, incendiare interni, accecare nemici. Ma c’è chi, come l’artista Jordan Mang-Osan, ha deciso di usare tale tecnica per uno scopo ancora più curioso : dipingere.

 

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L’ingegnoso artista filippino realizza opere tramite le bruciature inferte sul legno con la sua lente d’ingrandimento. La precisione e l’accuratezza che riesce ad ottenere sono straordinarie e rendono i suoi quadri assolutamente esclusivi.

@dailybest

[Sat] 18th October – REBEL REBEL / WAREHOUSE feat. BIZZARRO w/ SHED Live [ 50 Weapons ] – TAMA SUMO [ Ostgut Ton / Panorama Bar ] – BODDIKA [ Nonplus Records ]

Saturday 18th October 2014
REBEL REBEL / WAREHOUSE
” The Fallout Shelter”

Un sabato sera imperdibile per tutti gli amanti delle vera musica, quella fatta e suonata in un certo modo. In via del tutto eccezionale stasera presso il  REBEL/WAREHOUSE avverrà la fusione tra Rebel Rebel e Bizzarro!

Per Rebel Rebel da una parte, nella WAREHOUSE ROOM, si esibiranno Shed con uno dei suoi meravigliosi live-set, Tama Sumo direttamente dal Panorama Bar ed in chiusura il padrone di casa Zero, sempre abile nel mandare tutti a casa con il sorriso.

 

Parallelamente, nella STORAGE ROOM, quelli di BIZZARRO schierano Boddika artista di punta della NonPlus+ Records, Ayarcana artista italiano e promessa della techno made in UK che continua la sua rapidissima ascesa tra i big internazionali del settore ed il mitico Valerio! con i suoi piacevolissimi ed imprevedibili set!

 

Tickets : 15 €

Info:
http://www.rebel-rebel.com
http://www.rashomonclub.com

 

La meravigliosa bellezza delle reazioni chimiche viste in time-lapse!

E’ quasi scientificamente provato che ogni qual volta ormai si pronunci la parola “chimica” la prima associazione mentale sia a Mr. White ed alla sua volontà di spiegarci l’enorme importanza che tale scienza ha in ogni aspetto della nostra vita. Ed in effetti il fascino e la magia che spesso la chimica ci permette di ammirare nei suoi processi è percepibile quasi ogni giorno, in ogni nostra azione, in tutto ciò che si evolve e vive.  Un’interessante collaborazione tra l’università di Tsinghua e l’università di scienze e tecnologia della Cina ha dato vita a questo affascinante progetto che, tramite ingrandimenti in time lapse di reazioni chimiche, tenta di offrire una prospettiva nuova e diretta con una materia troppo spesso ritenuta noiosa e complicata.

  

Il titolo del progetto è “Beautiful Chemical Reactions” ed i video sono stati realizzati con il supporto dell’artista Yan Liang , abile nel riuscire a far sentire l’utente all’interno di reazioni chimiche, scientificamente diverse tra loro, ma tutte assolutamente straordinarie.

Se le opere d’arte potessero parlare! l’ironico esperimento di Stefano Guerrera!

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Stefano Guerrera ha immaginato l’effetto che avrebbero fatto molte opere d’arte se avessero avuto il dono della parola. Probabilmente riuscirebbero a trasmettere sensazioni opposte a quelle che si immaginano dalla semplice espressività data loro. Il risultato è davvero curioso e simpatico, e devono pensare lo stesso gli 800 mila follower che tra Facebook e Instagram seguono con piacere le umanizzazioni di Guerrara. Ecco una galleria delle opere più divertenti!

 

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Il ritratto gigante realizzato sul National Mall di Washington!

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Tra il Campidoglio e il Lincoln Memorial a Washington giganteggia da qualche giorno l’ultima opera dell’artista di origini cubane Jorge Rodriguez-Gerada, dal titolo “Out af many, one“. Si tratta di un ritratto dalle proporzioni enormi realizzato con sabbia e terreno sulla parte sinistra dei giardini governativi e riprende il titolo del motto nazionale degli Stati Uniti d’America “E pluribus unum” ( “Da molti, uno soltanto”). Gigantesca la mole di materiale necessaria a realizzate un ritratto di circa 24mila metri quadri, tanto grande da poter essere visto dallo spazio.

 

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Il ritratto, infatti, non rappresenta un’etnia particolare, ma è una sorta di compilation di differenti etnie, risultata dall’unione di una trentina di ragazzi fotografati quest’anno dall’artista al National Mall. Le linee precise del ritratto sono state realizzate sfruttando la tecnologia Gps: Rodriguez-Gerada ha individuato 10mila punti sul terreno su cui ha piantato dei pioli, che ha poi collegato fra loro con delle corde. “E’ una bella opera d’arte non solo per come appare – ha precisato l’artista – ma anche per ciò che rappresenta: la diversità, che è la celebrazione di ciò che rende grande questo Paese” (Reuters)

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