HANDMAD(e)S FESTIVAL feat. Flussi Media Arts – Tutta la magia creativa del “do it yourself “!


 

L’associazione culturale No More T. – Circolo DalVerme presenta :
HANDMAD(e)S FESTIVAL
CASA DELLA CULTURA – VILLA DE SANCTIS
Via Casilina, 665 – Roma
26/27/28/29/30 DICEMBRE
Dalle 16:00 alle 24:00
Ingresso Gratuito
www.handmadesfestival.it

 

Nella suggestiva location della Casa Della Cultura all’interno del parco di Villa De Sanctis cinque giorni dedicati alla cultura D.I.Y. (do it yourself) vissuta e raccontata nelle sue molteplici declinazioni. Il festival  HANDMAD(e)S approfondisce  e divulga in maniera diretta  le storie ma soprattutto le  forme attuali dell’autoproduzione culturale: lo fa attraverso workshop, incontri, tavole rotonde, concerti, performance, installazioni e proiezioni cinematografiche.

 

HANDMAD(e)S, promosso dal Circolo Culturale “DALVERME”, realizzato con il contributo della Regione Lazio, del Comune di Roma e del Municipio V  sarà un festival dinamico,  ad ingresso gratuito.

Tanti gli artisti del panorama italiano e internazionale presenti nella rassegna: il mostro sacro del free jazz Peter Broetzmann, sassofonista accompagnato per l’occasione da Steve Noble alla batteria;  Valerio Tricoli, compositore e performer di musica elettroacustica tra i più acclamati in Europa; il britannico Roly Porter, maestro nel combinare musica elettronica, classica, ambient/noise e atmosfere da colonna sonora; il set Audio/Video di TEATRINO ELETTRICO creato per l’occasione insieme all’artista ANDRECO; gli (A)spect, manipolatori di nastri ed originali interpreti della  musica concreta.

 

Ogni giorno, alle ore 20, verranno proiettati film indipendenti del panorama internazionale: documentari sulla vita di artisti e musicisti il cui lavoro e la cui produzione artistica sono strettamente connessi al D.I.Y., così come le stesse pellicole, girate, prodotte e distribuite in modo indipendente dagli autori. Scopriremo insieme retroscena e dettagli di personaggi quali il folle e creativo Daniel Johnston, il misterioso Jandek, il padre dell’american primitive guitar  John Fahey, la percussionista scozzere Evelyn Glennie affetta da sordità fin da tenera età. Al loro fia nco, un documentario sul lavoro di un ONG indipendente norvegese e le sue bizzarre battaglie ecologiste a “luci rosse”: Fuck For Forest.

A dare ulteriore garanzia di qualità a questo evento è la partecipazione dei ragazzi di Flussi Media Arts Festival, che nella giornata del 30 proporranno un interessante workshop con Franz Rosati dal titolo “Digital D.I.Y (Liuteria digitale per il suono e per le immagini)”,  la proiezione di “In Search of Blind Joe Death – The Saga of John Fahey” ,un documentario del regista canadese James Cullingham tributo al padre dell’American Primitive Guitar ed in fine il live di Roly Porter (UK / Subtext), tra musica classica, composizioni contemporanee e sound design.

Il D.I.Y. sigla nata all’interno della cultura  punk ad indicare una vera e propria etica antagonista in opposizione alle logiche di distribuzione e produzione del mercato editoriale e  discografico dell’epoca, ha successivamente  invaso, con declinazioni differenti e legate anche alle potenzialità offerte dalle nuove tecnologie, tutti i campi culturali ed artistici. Il do it yourself è una scelta creativa che permette di seguire per intero la produzione e la distribuzione delle proprie opere, anche grazie a forme di collaborazione e socialità alternativa. Dunque una rivendicazione di autonomia artistica ed un modo di comunicazione diretta delle proprie idee. Questo è il filo conduttore di HANDMAD(e)S, festival che coinvolge e da spazio a quelle  realtà artistiche che portano avanti esperienze produttive indipendenti.

 

Info & Contatti su : www.handmadesfestival.it

Che faccia hai dopo uno shot di vodka? Noi abbiamo reagito cosi!

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“Di fatto, l’alcool ti fa sentire come dovresti sentirti senza alcool.”

 

Una delle cose più belle che può capitarti, in questi individualistici tempi moderni, è trovare persone a te affini con cui condividere un progetto e rincorrere idee. Nella gioia e nel dolore, nella serietà e nella follia.

Ci aveva fatto sorridere l’esperimento del fotografo inglese Tim Charles che, con il foto-progetto “Shot Face” ha immortalato l’espressione di alcuni ragazzi dopo aver buttato giù un cicchetto di tequila. Così qualche sera fa, mentre eravamo impegnati nella realizzazione di alcuni lavori, ci siamo ritrovati tra le mani una bottiglia di vodka ed abbiamo pensato di riproporre l’esperimento su di noi. Visto il risultato e le facce, non so quanto sia stata una buona idea e quanto possa giovare alla già malconcia reputazione di ognuno di noi, ma è stata un’esperienza divertente ed in effetti un esperimento morfologicamente interessante che vogliamo condividere con voi!

 

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Foto by Giulia Benassai

Intervista a Giorgio Montanini : Quando la satira, dopo i sorrisi, incontra la sua dimensione morale.

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Giorgio Montanini è un comico di origini marchigiane, tra i pochissimi esponenti in Italia della stand up comedy. L’ho scoperto per caso ascoltando pochi minuti di un suo sketch a “Nemico Pubblico“, interessantissimo esperimento televisivo che mette insieme monologhi di satira e social test sotto forma di candid camera girati per le strade di Roma. Da allora ho cercato con voracità tutto ciò che di lui girava sul web. La sua satira diretta, priva di qualunque censura o compromesso, offre punti vista alternativi e si contrappone con efficacia a tutte le forme di qualunquismo e banalità con cui il nostro sistema socio-culturale ci ubriaca ogni giorno. Nella confusione generata dai suoi colleghi, con quel fare satira che mistifica informazione e contro-informazione, Montanini si differenzia nel disinteressarsi dell’impatto che le sue parole hanno sul pubblico, pienamente cosciente del fatto che, subito dopo aver superato l’acrimonia iniziale generata da ideologie cosi dirette, sarà comunque riuscito a metterti a pensare. Mettere a nudo le verità è sempre un meccanismo rude, non siamo più capaci di farlo nemmeno con noi stessi ed è proprio in questo clima di realtà distorte e superficiali che persone in grado di offrirti punti di vista nuovi e spiazzanti diventano dannatamente necessarie. Ed in più riescono a farlo strappandoti un sorriso. 
Lo abbiamo incontrato durante le registrazioni della nuova stagione di Stand Up Comedy, straordinario format di satira creato insieme agli altri folli del gruppo Satiriasi, per conoscere da vicino la persona che genera il personaggio, rimanendo piacevolmente sorpresi del fatto che non esiste alcun personaggio, esiste Giorgio Montanini e noi avremo bisogno di altri mille come lui.

Resident Advisor pubblica la classifica dei Top DJs 2014

 

Arriva la tanto attesa la classica di Resident Advisor sui Top DJs del 2014.

Chi occuperà il podio?

Clicca qui : Top DJs 2014

[Fri] 5th December – Lanificio 159 pres. REBEL REBEL Theory feat. LSWHR W/Carola Pisaturo – Heatsick live – CODA LUNGA – Ben Saadi

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LANIFICIO 159
Via Pietralata 159/a,00157 Roma

ADMISSION: 10 €

 

Chi pensa che il 5 Dicembre sarà un giorno importante solo per il ritorno a teatro di Magalli o per il compleanno di Maria de Filippi si sbaglia di grosso. Ciò che renderà davvero speciale questa giornata sarà quello che avverrà al Lanificio 159 a partire dalle 23.30. REBEL REBEL e LSWHR, come al solito, rappresentano una garanzia per tutti gli amanti di un certo tipo di vibrazioni, abilissimi nell’offrire, attraverso la musica, serate indimenticabili.

La sala principale sarà stravolta dal formidabile sound della sempre accattivante Carola Pisaturo, con set tanto intensi che non mi sento di descrivere perché vanno vissuti per poter esser compresi. Con lei ci sarà un’altra garanzia in fatto di “qualità selettive” di dischi, Zerø, boss di casa Rebel.

 

Rivedi l’intervista esclusiva a Carola Pisaturo

http://www.youtube.com/watch?v=pM4tYMzKfgo

 

Al piano superiore LSWHR propone Heatsick con le sue intense e dinamiche modulazioni live, Coda Lunga e Ben Saadi.

 

Line-up

[L] GROUND FLOOR :
CAROLA PISATURO [ Claque Musique ]
ZERØ [ Rebel Rebel ]
Visual Clichè

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[G] FIRST FLOOR:
hosted by LSWHR

HEATSICK [ A/V Live – PAN ]
CODALUNGA [ Coda Lunga ]
BEN SAADI [ LSWHR ]

Romaeuropa Festival : a chiudere saranno gli Addictive Tv con la loro musica da guardare!

da : Il Messagero.it

 

Domenica 30 novembre il duo inglese Addictive Tv, rinomato in tutto il mondo per la sua capacità di elaborare e far suonare in tempo reale immagini video, chiuderà la 29esima edizione del Romaeuropa Festival alla Pelanda del Macro Testaccio con un party d’eccezione in cui presenterà, in Prima Assoluta per l’Italia, “Orchestra of Samples”, mastodontico progetto risultato di una ricerca audio-video durata ben quattro anni: un viaggio intorno al mondo per registrare e filmare improvvisazioni di 100 musicisti dal Sud America all’Africa attraversando l’Europa.

 

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Percussioni brasiliane, spagnole, tunisine, cantanti giapponesi e messicani, flautisti egiziani, israeliani e russi, e strumentazioni futuristiche europee compongono l’archivio utilizzato da Addictive TV per costruire un’orchestra virtuale. Un “supergruppo” composto da artisti provenienti da ogni parte del mondo e tra loro sconosciuti, a cui si aggiunge eccezionalmente per il live a Romaeuropa Festival la band Frank Sent Us (che ha conquistato il pubblico italiano ed internazionale con i suoi brani pop costruiti con una metodologia di lavoro simile a quella degli Addictive TV).

Il motto degli Addicitive tv potrebbe essere “Musica per i miei occhi” il duo formato da Graham Daniels e Mark Vidler crea infatti musica con un tratto particolare: E’ musica che puoi vedere. Una particolarità che gli è valsa non solo l’attenzione del Times e di riviste come DJ Magazine e Paste, ma anche quella di numerose case di produzione cinematografiche (Paramount, Universal, 20th Century Fox) che hanno usato il loro talento per creare delle versioni alternative dei trailer di film come Iron Man, Fast&Furios o Slumdog Millionaire del premio oscar Danni Boyle.

La loro metodologia di lavoro è al contempo semplice e unica: Graham e Mark scannerizzano meticolosamente film e video musicali o televisivi andando a caccia di suoni e immagini da campionare e da riutilizzare come materiale di composizione per i loro set, poi mixano audio e video in sincrono in modo tale che l’audio si rifletta nel video e viceversa: si possono ascoltare campioni audio presi molto spesso da film e contemporaneamente vedere sui megaschermi la fonte originale del suono, il video stesso.

Musica da Guardare #16 : Lamb

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Lou Rhodes e AndyBarlow, meglio conosciuti come Lambdopo sei album, canzoni indimenticabili ed un breve allontanamento rigenerativo, ritornano con il nuovo disco Backspace Unwind ed un nuovo tour che li porterà in giro per il mondo. Li conosciamo tutti, anche chi crede di non averli mai sentiti, alcune delle loro tracce-icona come Gabriel e Gorecki hanno di certo accompagnato qualche intenso momento delle nostra vita, la magica voce di Lou è sicuramente da qualche parte dentro di noi ed ogni volta che la si sente cantare è come risvegliare porzioni di emotività dimenticate. Li abbiamo incontrati durante il loro concerto di Roma al Qube, scopri cosa ci hanno confidato!

Stay Tuned!
Stay Inside!

Riprese : Antonella Sabatino e Cristian Valeri
Montaggio : Daniela Mancinelli

Intervista a Ruggero de I Timidi – Tra timidezza e struggente voglia d’amare.

ruggero de i timidi

 

Quest’estate tornando dalle vacanze, rientrando a casa ho trovato mia madre ( donna sulla cinquantina  normalmente timida e composta) insieme ad altri membri della famiglia, in un quadretto che definirei quantomeno inusuale, ballare una canzonella mai sentita, con tanto di passi ed un testo che parlava del succo di banana. Dopo essermi rassicurato sulle condizioni psichiche dei miei cari, mi dicono : “E’ una canzone di Ruggero de I Timidi, è un grande, devi sentirlo”. Onestamente non lo feci mai, un po’ per dimenticanza, un po’ perché ho pensato subito che si trattasse dell’ennesimo cazzone-from-youtube con il classico doppio senso sulla banana e che i miei si fossero del tutto rincoglioniti. Fin quando l’altra sera guardando lo show “Tu si que vales”, tra cose bene o male già viste, spunta questo tizio. La prima e curiosa sensazione è stata un’immediata familiarità, come rivedere un amico dopo anni. La cosa mi incuriosì subito, tanto da interrompere di colpo i miei tentativi di acquisto online di una scimmia scoiattolo. La seconda grossa sorpresa è stata scoprire che si trattava di quel Ruggero de I Timidi che avevo rifiutato di ascoltare. Il tizio era davvero timido, aveva una parrucca stile Paolo Villaggio in “Le Comiche” ed una giaccia color glicine scuro elegantemente retrò, ma uno sguardo avveduto e sveglio teneva alta la mia curiosità. Cantava “Notte Romantica”, fu amore. Ci sono alcune persone che hanno una specie di aurea astratta, quelli che, anche in una sala tra mille persone, spiccano per quella specie di magnetismo che li rende immediatamente centrali ed estremamente comunicativi anche se immobili e muti. Riconoscevo in lui quest’aurea, per me il talento era evidente. E questo tipo di talento non può essere spiegato, va riconosciuto e recepito in toto, è una sorta di sintonia naturale. Quelli come Ruggero de I Timidi o si amano o si odiano. Personalmente sono sempre stato un amante del genere, anche se non saprei dare una corretta definizione del genere in questione. Diciamo allora che ho sempre apprezzato quei progetti artistici dove la realtà viene raccontata con una prospettiva spiazzante, rompendo gli schemi dei soliti linguaggi monotematici e amore-centrici ed usando il sarcasmo come strumento primo per cogliere lo storto, l’assurdo, il vano dell’esistenza, toccando solo raramente il cuore di qualcuno ed incoraggiando con l’autoironia i sentimenti per una vita taciuti. Di solito è definito “demenziale” o ancora peggio “trash” ma è un tag assolutamente inappropriato, soprattutto quando rappresenta il tentativo di ridimensionare in modo sbrigativo il talento di chi si presenta diversamente creativo o è ad un livello contenutistico di più complessa interpretazione da non esser preso in considerazione. Abbiamo cosi deciso di fargli qualche domanda per conoscere più da vicino un personaggio che pare provenire da un’altra epoca, o meglio pare aver messo insieme ciò che di altre epoche noi avevamo messo da parte ed è forse per questo che risulta tanto familiare e sa scegliere bene le tematiche che pungono la nostra bigotta moralità.

 

 

- Come nasce Ruggero de i Timidi?

Ho sempre avuto la passione della musica, dopo i primi anni passati in sala prove con il gruppo de I Timidi (ci siamo sciolti attorno agli anni 90) ho deciso di lanciarmi in questo progetto solista che porta il loro nome in onore ai tanti pezzi scritti assieme e mai portati in scena. Forse i tempi non erano ancora maturi. Con la scoperta dello Youtube mi hanno detto “ma perchè non fai un video” l’ho fatto lo scorso anno ed eccomi qua.

 

- Esteticamente il tuo personaggio trasmette una familiarità quasi immediata, molto comunicativa nonostante l’ammessa “timidezza”, com’è nata la scelta estetica e stilistica di Ruggero?

La timidezza è un fattore importante certamente, ma soprattutto l’educazione, valore che ormai si è perso nel tempo. La mia è un’estetica da “soffitta”: ci sono cose dimenticate, messe via, accantonate come vecchie che però meritano ancora di stare sotto i riflettori: sia dal punto di vista musicale che di abbigliamento. La maggior parte dei miei completini vengono da quella miniera d’oro chiamata mercatino dell’usato.

 

- Trattare un certo tipo di tematiche costringe nel nostro Paese ad esser etichettati come “demenziali” o “trash”, com’è che bisogna sempre passar da matti per dire la verità?

Non lo so. In questo paese vige ancora l’estetica del doppio senso. Se sei diretto ti guardano tutti storto. Tra l’altro approfitto per dirti che l’etichetta “trash” la rigetto. Chi è veramente trash non è consapevole di esserlo, per cui non è il mio caso. Se per demenziale ci riferiamo invece a tutto quel mondo creato da Roberto Freak Antoni allora ti dico grazie per il complimento.

 

 

- Quali personaggi musicali e non hanno influito nella tua formazione?

Sono tanti, ma su tutti Santo California, i Romans e Christian. Senza dimenticare il mio maestro Massimo Ranieri, capace di coniugare eleganza, voce e recitazione. Ma anche Dean Martin, Domenico Modugno, Frank Sinatra. E poi certe cose dei New Trolls. Ma anche tutti il Festival di Sanremo degli anni 80. Se me ne vengono altri ti chiamo e ti aggiorno.

 

 -Come scegli le tematiche delle tue canzoni? esigenza di dire la propria su argomenti “scottanti” per la società o narrazione di esperienze personali da condividere?

Sono le tematiche che scelgono me. Le esperienze sono sia personali che di altre persone. Sono comunque un interprete della realtà che mi circonda, non il biografo musicale di me stesso.

 

- Come hai vissuto l’esperienza “Tu si que vales”?

Positivamente. Ho potuto portare la mia musica ad un pubblico più vasto senza stravolgerla e rimanendo fedele a me stesso. Mi hanno censurato giusto qualche frase ma è capitato anche a Lucio Dalla nella canzone 4 marzo 1943, per cui sono in ottima compagnia.

 

Hai temuto di non esser correttamente compreso?

Quello succederà sempre. L’importante è che ci sia sempre più gente che comprenda.

 

 

Qual è, e perché, il pezzo di cui ti senti più fiero?

Il prossimo. Anzi no: è impossibile sceglierne uno perchè le canzoni sono come figli, non puoi scegliere a quale vuoi più bene. Per cui dico: tutti. Ma se devo sceglierne uno solo allora ti dico “Voglia d’amare” per l’orecchiabilità e “Perdere l’amore” per il testo. “Notte romantica” per il video invece. Comunque quello a cui sono più affezionato è “Timidamente io“. Insomma scrivi tutti.

 

- Quali sono i progetti futuri di Ruggero?

Un grande concerto natalizio il 22 e 23 dicembre al teatro Elfo Puccini di Milano che conclude il Notte Romantica Tour 2013-2014. Saranno le ultime notti romantiche. Ci sarà una band, delle coriste, dei violini, dei lirici e altri ospiti. Non vedo l’ora. Poi un libro e un film. E un nuovo tour con la band questa volta, non più da solo.

 

Ecco infine l’ultimo videoclip “Voglia d’amare“, uscito qualche giorno fa :

 

 

 

 di Vincenzo Miele

con la  gentile collaborazione di Elisa Russo – In Orbita Promotion

Il mantello dell’invisibilità : il magico progetto Made In Italy!

 

Tratto da : http://www.lescienze.it

 

Grazie a un rivestimento in materiale plasmonico, si è riusciti per la prima volta a rendere invisibile un oggetto tridimensionale per qualunque direzione di osservazione. Per ora il prototipo funziona in modo ottimale solo nello spettro delle microonde, ma per il prossimo futuro si cercherà un’applicazione anche nel visibile.

 

NextFest

 

Alcuni dei più recenti progressi in questo campo si sono focalizzati sull’utilizzazione di metamateriali disomogenei artificiali che hanno la capacità di deflettere la luce intorno agli oggetti. Gli studiosi di Austin per contro hanno utilizzato metamateriali plasmonici.
È noto che la nostra capacità di vedere gli oggetti si basa sulla possibilità da parte del nostro occhio di percepire la radiazione luminosa che viene riflessa dalla sua superficie. Nel caso dei materiali plasmonici, invece, le cose vanno assai diversamente.
“Quando le diverse luci che vengono diffuse dal materiale plasmonico interferiscono tra loro si cancellano vicendevolmente, rendendo l’oggetto che ne è ricoperto trasparente e invisibile da qualunque angolo di osservazione”, ha spiegato (lo scienziato italiano) Andrea Alù, coautore dello studio. “Tra i vantaggi del mantello plasmonico vi sono la robustezza e la relativamente ampia banda elettromagnetica in cui riescono a operare, superiore a quella tipica dei mantelli convenzionali basati su metamateriali trasformativi. Il nostro prototipo gode pertanto di una maggiore tolleranza rispetto alle possibili imperfezioni, un particolare importante quando occorre rendere invisibile un oggetto tridimensionale”.
Il prototipo in questo caso era costituito da un tubo cilindrico dotato di un rivestimento di meta materiale plasmonico ed è stato testato proiettando su di esso fasci di microonde e mappando la diffusione della radiazione risultante sia in prossimità dell’oggetto sia nello spazio circostante. Il mantello per l’invisibilità ha mostrato la massima efficienza per frequenze di 3,1 gigahertz. Il prossimo passo sarà quello di dimostrare il processo anche per la luce visibile.

Pejac : la rivoluzione di pensiero che parte da un pennello!

The Subtractive Canvases and Street Art of Pejac street art painting murals minimalism drawing

Pejac
http://pejac.es/

 

I suoi lavori sono firmati con lo pseudonimo Pejac e sono un mix di accuratezza, capacità contemplative, malinconia e humor. L’artista di origini spagnole ha dichiarato di aver avuto il suo primo approccio con la street-art dopo aver profonda noia per gli studi teorici di pittura classica e soprattutto per il modo in cui l’arte viene gestita e non apprezzata all’interno dei musei. ha cosi deciso di “esporre” i suoi lavori sulle pareti delle più grandi metropoli europee, è possibile trovare suoi lavori a Mosca, Parigi, Londra e perfino nella nostra Milano.

 

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Circa la sua filosofia artistica Pejac ha dichiarato : ” La reazione delle persone sono tutto ciò che mi stimola. La vita degli adulti è pura inerzia, che viene rotta soltanto da cattive notizie o da incentivi economici. Se riesco a far pensare le persone, rivoluzionare in qualche modo il loro pensiero, tutto assume un vero senso”

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