Verdena : esce il nuovo album ‘ENDKADENZ Vol.1′

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Stipulare idee, sorridere agli dei, captare bisogni immobili.
E‘ un casino ormai.
 Faccio come il nevischio, non cambierò mai di stile.

Un nuovo disco dei Verdena è sempre un movimento, una ricerca, una via di fuga dalla prevedibilità.
Se WOW era un’esclamazione quasi categorica, anche se piena di rifrazioni, qui sono i sussurri e le grida, mica solo vocali, a fare da miccia agli incendi di ogni brano. Il brio del risveglio si contrappone al sonno della decadenza. La lotta, magari disillusa, all’accettazione di tutto quello che capita.
I Verdena non abbandonano il loro modo di fare e intendere la musica: lo testimoniano ancora una volta le parole, che non sono mai state così amalgamate ai suoni, al punto da rendere la voce, a tutti gli effetti, uno strumento completo, che non scivola più di lato, ma resta spesso al centro della scena sonora.

Ho una Fissa vola in alto, sostenuto dal vigore della musica, per poi farsi inghiottire dai tasselli musicali e melodici di Puzzle.
Gli spazi interiormente pop di Un po’ esageri, le ossessioni di Sci Desertico, il continuo e laborioso contrasto fra la melodia e il ritmo, meglio, fra il richiamo della limpidezza e la discesa verso l’opacità, fra armonia e distorsione sono la linea che porta da una traccia all’altra, senza cali di tensione, elettrica ed emotiva. “EndkadenzVol.1” è un viaggio in cui ogni nota, ogni inflessione del canto e ogni deviazione si accompagnano senza sovrapporsi: il Nevischio che impasta i pensieri e i sentimenti apre, improvvisamente, la porta a un intreccio in cui l’elettrico, l’acustico, la sovrapposizione e la rarefazione sono messe lì, fianco a fianco, con effetti incandescenti.
Non ci sono preminenze, fra la batteria, il basso, la chitarra, tutti gli strumenti che vengono utilizzati perché una canzone suoni bene: conta, decisamente, la coralità.

Apocalittico, magari – lo mostrano bene il tono di Rilievo e i suoi ricami vocali sciamanici, la malinconia dei sensi di Diluvio, che diventa malinconia delle forme, le pulsazioni di Derek – ma tutt’altro che disintegrato. Nel battito in dissolvenza di Vivere di Conseguenza, nelle circospezioni soniche di Alieni fra di noi, nell’eleganza, tutt’altro che ruvida, di Contro la Ragione ci sono anche i semi del cambiamento, rispetto a quelle che sono le strade percorse fino ad ora da Alberto, Luca e Roberta. Nessuna rivoluzione – e perché mai si dovrebbe rivoluzionare un percorso già di per sé così ostinatamente ricco e vasto? –, ma un deciso affinamento verso un orizzonte sempre più ipnotico malinconico e corrosivo, se serve. L’inno del Perdersi sottolinea questo nuovo equilibrio, fuori dagli schemi troppo rigidi e dai riferimenti troppo obbligati di molti altri.

Il futuro magari non è radioso (vedi Funeralus, che comunque apre la porta a suggestioni, di nuovo, profonde, inattese), ma i Verdena lo canteranno ancora, nel modo migliore: non per sfida, ma semplicemente per attitudine.

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ECCO LE PRIME DATE DEL TOUR DI “ENDKADENZ”:
27/02/2015 Rimini Velvet Club & Factory
28/02/2015 Marghera (VE) RivoltaPvc
02/03/2015 Milano Alcatraz
03/03/2015 Firenze Obihall Teatro di Firenze
05/03/2015 Bari Demodè Disco Club
06/03/2015 Catania Barbara Disco Lab
08/03/2015 Napoli Casa della Musica “Federico I” – c/o Teatro Palapartenope
09/03/2015 Roma Atlantico Live!
10/03/2015 Bologna Estragon Club

PREVENDITE DISPONIBILI SU:
www.ticketone.it – call center 892 101
Prezzo ingresso per ogni live: 15 euro+d.p.

“FourFiveSeconds”, la nuova canzone di Rihanna, Kanye West e Paul McCartney.

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Formazione un po’ curiosa quella che ha dato vita al singolo “FourFiveSeconds”, traccia acustica pubblicata dalla cantante americana Rihanna sul proprio sito. In quest’ultimo singolo ad accompagnarla ci sono Kanye West e Paul McCartney, che nessuno avrebbe mai messo insieme ma che, sorprendentemente, hanno già realizzato diverse collaborazioni in passato, come per il brano “Only One”. “FourFiveSeconds” è disponibile su iTunes, mentre nel video qui sotto invece è possibile ascoltare i primi tre minuti della canzone.

Cristina Guggeri immagina i leaders mondiali alle prese con il loro “Il dovere quotidiano”.

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Il dovere quotidiano” è il titolo dell’esilerante foto-progetto dell’artista italiana Cristina Guggeri, che ha immaginato i più grandi leaders politici mondiali alle prese con i loro momenti più intimi. Come poeticamente raccontato nella celebre “A livella” del grande Totò, che tu sia un Re, un Presidente o un Papa, esistono alcuni momenti che sono uguali per tutti. Magari cambiano le riflessioni, è di certo curioso immaginare Obama che prenda decisioni mondiali seduto comodamente sulla sua tazza presidenziale, o fa sicuramente strano immaginarvi Putin mentre prende un’altra delle sue assurde decisioni. La raccolta della Guggeri è comunque un’idea molto divertente, perfettamente rese graficamente, speriamo ce ne regali molte altre!

 

 

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 More info: cristinaguggeri.weebly.com

Benjamin Clementine : il clochard dimenticato che diventa artista.

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 “Se solo Nina Simone fosse stato un uomo…”

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PARIGI - Non c’era posto per musica e poesia a Edmonton, la banlieue londinese in cui Benjamin Clementine è nato e cresciuto. L’unico consiglio che suo fratello maggiore riuscì a dargli, quando finalmente capì che il ragazzo era più interessato ai libri che al pub, fu: “Leggiti un dizionario”. E lui lo fece. “L’ho mandato a memoria ma non mi basta, ne sto scrivendo uno mio”, esordisce l’artista anglo-ghanese che da sei anni vive a Parigi, in fuga dalla propria timidezza, dalla fragilità, dall’incertezza, dall’indifferenza. E dal mare di guai in cui quella periferia l’avrebbe affogato, in rotta di collisione già dalle elementari, quando rubò una tastiera giocattolo a una compagna di classe pur di avere uno strumento che accompagnasse le sue rime precoci. A Parigi l’hanno scoperto, gli hanno proposto un contratto discografico, l’hanno riconosciuto come artista.

 

 

“Se solo Nina Simone fosse stato un uomo…”, ha mormorato Paul McCartney durante uno spettacolo televisivo inglese in cui erano ospiti entrambi. E ora? “Ora sono più insicuro di prima. Non riesco neanche ad abbordare una ragazza. Riesco solo ad alzarmi dal letto e cantare le mie canzoni», mormora il ragazzone alto quasi due metri, una nuvola di capelli afro, la sciarpa rossa dello chansonnier che avrebbe fatto colpo su Toulouse-Lautrec. A diciannove anni Benjamin, innamorato di William Blake e Erik Satie, lascia Londra e vola a Parigi. Non ha altra casa che la strada, altra risorsa che la chitarra. Clochard, alloggi improvvisati, ostelli, e per palcoscenico angoli di strada; poi l’upgrade alla Linea Due del Metrò, un sollievo suonare al caldo per un pubblico che sembra apprezzarlo. Le sue esibizioni, disturbate dal sibilo delle porte automatiche, finiscono su YouTube. Il passo successivo sono i club, dove dà sfoggio di una esuberante libertà espressiva esibendosi con un’energia che a molti ricorda Screamin’ Jay Hawkins. Da noi approda la prima volta come supporter del tour di Stromae, l’artista belga che come tutti ha una sola parola per definire il potere del giovane performer: “choc!”.

 

 

Cosa le ha dato la forza di uscire dal guscio?
“Il fatto che per la prima volta raccontavo i fatti miei e qualcuno stava ad ascoltarmi. Mi hanno incoraggiato, sorriso, dimostrato amicizia – sentimenti che non avevo mai conosciuto. Li ripago offrendo la poesia che attingo dal profondo di me stesso”.

L’origine di tanta insicurezza?
“Sono cresciuto da solo; mamma e papà in guerra costante poi divorziati, fratelli e sorelle troppo grandi per curarsi di me, in casa una parvenza di cattolicesimo che si fermava all’apparenza. Un bambino negletto, poi un adolescente solitario affidato alle cure della nonna, il mio idolo, la mia roccia, il porto sicuro – ci crederebbe? era più alta di me. Quando morì, avevo dodici anni, sprofondai nella depressione, diventai introverso, entrai in una sorta di tunnel da cui sono uscito solo a ventitré anni, dopo la fuga a Parigi; un isolamento volontario che ha pregiudicato i rapporti con la famiglia, gli amici, le donne. La musica è stato il mezzo che ha portato in superficie quel mondo sommerso di cui non riuscivo a rendere partecipe gli altri. Conoscevo i Beatles e i Rolling Stones e Jimi Hendrix, ma avevo bisogno di scoprire altro che mi somigliasse di più: Satie, Puccini, Giuseppe Di Stefano, Maria Callas, Pavarotti, Nina Simone, Antony Hegarty, infine i cantautori francesi, Aznavour, Brel, Ferré. Ma non sarei andato da nessuna parte senza il conforto di scrittori e poeti che ho cominciato a “frequentare” a tredici anni: William Blake, Carol Ann Duffy, C.S. Lewis. Letture che ho riposto da qualche parte dentro di me e che ogni tanto rispolvero; da adulto le comprendo meglio”.

Quando ha avuto la certezza che poteva scrivere e cantare le sue canzoni?
“Mai. Non so neanche come ci riesco, tutto accade in momenti speciali, illuminazioni notturne quando qualsiasi cosa – la finestra che incornicia la casa di fronte, un litigio con la mia ragazza, una frase ascoltata per strada – si traduce in poesia. Può durare un istante, un quarto d’ora o fino all’alba”.

Perché fuggì da Londra?
“Perché a nessuno importava di me, dunque in quel momento un posto valeva l’altro, comprai il biglietto di sola andata che costava meno. Inizialmente avevo optato per la Spagna”.

Parigi l’ha ispirata, a quanto pare…
“Qui ho trovato qualcuno che mi apprezzava, che metteva un euro nel cappello (qualcuno, rapito da quelle esibizioni improvvisate, anche cinquanta, assicura un suo amico), che mi dava una pacca sulla spalla e mormorava bonne chance. Era tutto ciò di cui avevo bisogno per andare avanti. Il passaparola è stato formidabile nel metrò, non posso negare che quei video fatti col telefonino e postati su youTube mi hanno aiutato. I miei amici erano drogati, barboni, alcolisti, ma anche poliziotti che a volte restavano in carrozza fino al capolinea per ascoltarmi. Nessuno mi ha mai mancato di rispetto. Oggi mi chiedono come mi sento a cantare davanti a una vera audience. Per me è un nonsenso, perché anche i passeggeri del metrò erano veri. Mi sento come sempre: nudo, allo scoperto, vulnerabile – per questo preferisco esibirmi scalzo, fosse per me uscirei anche senza vestiti. Avverto sempre il pubblico, non sono un cantante, sono un espressionista, come Nina Simone. Non m’interessa la hit parade, non indosso Versace per sembrare più figo. Sono come Nick Drake, il cantautore inglese che da vivo tenevano ai margini e oggi è un culto transgenerazionale. Quando muoio voglio che la gente dica, se n’è andato Benjamin, le sue parole mi hanno toccato”.

Era a Parigi il giorno della strage a Charlie Hebdo?
“Partito la mattina per Londra, tornato la sera in una città in lacrime. Cos’altro dire se non porgere le condoglianze ai familiari? Qui, amico mio, la parole chiave è respect. Nessuno ha il diritto di mancare di rispetto, nessuno ha il diritto di uccidere. Solo Dio può punire chi agisce contro di lui. Personalmente non so se esista un dio, so per certo che in questi anni di solitudine non ha condiviso con me il peso della sofferenza”.

Cosa farà? Continuerà a vivere a Parigi o tornerà vincitore a Londra?
“Il mio sogno è di rifugiarmi a Palaia, in provincia di Pisa, dove vive un mio caro amico, dipingere le mie poesie su tela e completare il mio dizionario”.

Poesie su tela? Dunque se i francesi l’hanno paragonata a Basquiat non è solo per l’aspetto fisico.
“Sì parole dipinte come nature morte. Bisogna che qualcuno incominci a fare qualcosa per salvare la lingua; è tempo di riscoprire quelle meravigliose parole cadute in disuso che tuttavia riescono perfettamente a descrivere la nostra umanità, a raccontare la nostra storia. Di questo passo, tra mail e sms, finiremo con usare non più di cento parole. L’idea è di proporle in una mostra, le tele intendo”.

A quando il primo libro di poesie che tanto ha sognato?
“Presto, spero. Non appena avrò superato il mio complesso d’inferiorità”.

 

Di Giuseppe Videtti

Da : La Repubblica

S.L.A.P.P. Pres. Infinity INK at Lanificio 159 | Jester | Gusto

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Se non siete ancora stati ad un evento S.L.A.P.P.  è chiaro che non potete sapere cosa rischiate di perdervi. Se oltre a fare caciara con stile necessitate poi anche di ottima musica, suonata ancora meglio, le serate organizzate dalla crew romana sono tutto quello che vi serve.

Sabato 31 Gennaio al Lanificio 159, ormai sempre più garanzia di qualità in termini di entertainment da week-end, si esibiranno Infinity Ink eccellente duo londinese che continua a sorprendere soprattutto per i set dinamici ed inarrestabili. Esperienza decisamente consigliata.

 

A completare un line-up di tutto rispetto per la Room 159 ci saranno poi Jester e Gusto, di certo non da meno in fatto di tracce-bomba. Come se ancora non bastasse, in parallelo, nell’altra sala si esibiranno Marco Moreggia e Spellband con il loro raffinato sound.

Info e liste : slapp.rome@gmail.com 

Moodrama : in arrivo a Febbraio il nuovo album “Moodbox”!

 

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Uscirà il 9 Febbraio, per l’etichetta “XXXV“, “Moodbox” il terzo album del duo elettronico Moodrama. Un progetto che consolida la sua efficacia con il passar del tempo, che affascina, oltre che per il costante raffinarsi dello sviluppo del sound, anche per la capacità di resa durante i loro live.

Il gruppo nasce nel 2004 dall’incontro tra Francesco Galdieri (compositore) e Simona Tortora (cantautrice) e dopo un breve periodo di impasti tra background individuale ed intenzioni future, ottengono uno stile chiaramente elettronico con sapori che vanno dal trip-hop al jazz, non perdendo di vista le più quadrate strutture delle produzioni pop. 

 

Ogni brano del disco ha il nome di un colore e lo sviluppo di ogni traccia è avvenuto con il supporto di registrazioni reali di suoni naturali, per dare all’album energie ancora più vibranti e vive. Non resta altro che attendere un album dalle premesse decisamente interessanti!

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La sequenza di Fibonacci in queste incredibili sculture di John Edmark !

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John Edmark è un designer/inventore/artista, oltre che insegnate alla Stanford University, ed ha progettato queste incredibile sculture 3D in grado di generare un effetto visivo unico sfruttando la sequenza di Fibonacci. Queste creazioni, composte da appendici poste con la medesima struttura naturale presente ad esempio nei girasoli o nelle pigne, ruotando su una piattaforma stroboscopica riescono a dare la sensazione di un movimento infinito, costantemente dinamico e sinuoso, un movimento che sarebbe possibile associare al concetto stesso di vita. La sequenza di Fibonacci d’altronde, è da sempre uno dei concetti scientifici più affascinanti e, forse, non ancora appurati appieno. In questo progetto ad esempio, se si conta il numero di spirali per ogni fermo immagine, si avrà sempre numeri relativi alla sequenza del matematico pisano.

M+A : Ecco la copertina del prossimo EP in uscita ad Aprile!

 

Il prossimo lavoro degli M+A sarà un EP di 5 tracce che uscirà ad Aprile con il titolo “Anyway Milkyway EP”. Non è ancora nota la data ufficiale di uscita, ma si sa che ci saranno alcune interessanti collaborazioni, come quella con la rapper Dena o con la band hip-hop Spank Rock. La copertina del disco rispecchia la magia cromatica di quelli precedenti e stuzzica la fantasia con un mix di soffici tonalità, il loro modo di curare l’estetica è una delle cose che preferisco. Ecco la copertina per intero :

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Tracklist :

1. Do the Shout
2. Ninja (feat. Spank Rock)
3. Bouncy
4. Habes (feat. DENA)
5. Ghost

 

La nostra intervista agli M+A :

 

Dawn Richard : ecco il meraviglioso videoclip di “Tide: The Paradox Effect”

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Per il suo secondo album “Blackheart “, la cantautrice statunitense Dawn Richard debutta come co-regista nella produzione del meraviglioso video-clip di “Tide : The Paradox Effect“. Il video in animazione grafica è di fatto un capolavoro. Decisivo è stato il supporto tecnico e creativo dello studio di arti digitali WeWereMokeys, in grado creare un prodotto dall’impatto video incredibile. La Richard appare come un oscuro cavaliere nero che attraversa una dimensione spaziale da caos cosmico per poi riuscire alla fine a raggiungere il sole. Stupendo.

 

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La traccia non è inclusa nell’album e può esser acquistata solo in versione vinile. ma nonostante questo il disco è già in vetta alla chart di musica elettronica di I-Tunes. Brava Dawn!

Time Warp 2015 : la lineup ufficiale!

 

Quest’anno c’è chi passerà una Pasquetta davvero impegnativa, cioè tutti quelli che avranno la fortuna e la resistenza di trascorrerla al Time Warp 2015. Il festival dei festival di musica elettronica si terrà al Mannheim’s Maimarkthalle e durerà dalle 20:00 della domenica pasquale fino alle 12:00 del giorno successivo. La lineup ufficiale è,come al solito, impressionante : Ricardo Villalobos, Sven Väth, Richie Hawtin, Magda, Carl Cox, Marco Carola, Laurent Garnier, Luciano, Loco Dice, Chris Liebing, Joseph Capriati e Pan-Pot sono solo alcuni dei motri che performeranno a quest’imperdibile evento.

 

 

Info ulteriori su : http://www.time-warp.de/germany

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