Erlend Øye + Fitness Forever @ RenaNera Beach

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Napoli è una zona calda. E non soltanto per le solite cose a cui si pensa quando si parla di questa terra, fortunatamente la forza di Napoli resta nelle cose non dette, nelle storie non raccontate. Negli ultimi anni è tornata ad essere una sconfinata fucina di talenti e di persone che fanno cose belle. Ne sono un perfetto esempio i Fitness Forever, band dal sound fresco ed imprevedibile che continuano a sorprendere con l’assoluta universalità di un’effervescenza melodica d’altri tempi. Un pensiero cosi internazionale da aver attirato l’attenzione di Erlend Oye, leader dei Kings of Convenience, che ha scelto proprio i Fitness come band d’apertura per le date napoletane. Ad arricchire ulteriormente il tutto è la presenza della cantautrice Carola Moccia, altro grosso talento Made in Naples, che con voce forte e versatile, quasi quanto la sua chitarra, ha saputo accordarsi alla perfezione al mood del cantante norvegese, rendendo l’insieme ancora più magico.

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Queste sono le foto realizzate durante il concerto al “RenaNera” di Torre Annunziata dal fotografo Francesco Petrucci con il suo progetto Retina – Photograph in Motion

LANDR : IL NUOVO SOFTWARE CHE RIMPIAZZERA’ FONICI E TECNICI DEL SUONO!

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Se c’è una cosa che caratterizza i tempi moderni è l’inarrestabile velocità con cui la tecnologia si evolve, giorno dopo giorno, ora dopo ora. Una delle ultime novità in tale ambito pare sia LANDR, un software realizzato dagli stessi creatori di MixGenius che pare possa offrire una perfetta masterizzazione di qualunque tipo di traccia audio, caricando semplicemente la stessa sul programma. Al diavolo i fonici, gli audio engineer e tutte quelle complicazioni che rendevano, almeno il mastering, un lavoro di estrema competenza, i fondatori di LANDR affermano che il loro software sia in grado di automatizzare questo processo tramite un algoritmo che emula la risposta in frequenza dell’orecchio umano, adattandosi così ai gusti e alle preferenze degli ascoltatori.

In questo video dal titolo agghiacciante ed enormemente mortificante per chi allo studio di queste materie ha dedicato una vita, è possibile avere una rapida idea del tipo di servizio che LANDR intende offrire. Sul livello del risultato che è possibile ottenere ci sono ancora molte incertezze, anche se molti artisti ( da verificare se in qualità di ghost-promoter sotto paga ) hanno chiaramente esternato il loro gradimento verso questo nuovo chiodo sulla bara della musica elettronica. Gli stessi creatori si muovono con le molle nel pubblicizzare gli intenti della loro nuova creatura e nel sito ufficiale affermano che “la pulizia e l’equilibrio del suono ottenuti con le sottili modifiche apportate da un fonico di mastering esperto sono qualcosa a cui non possiamo aspirare nemmeno lontanamente”  – ma intanto proviamo a fottergli il lavoro – aggiungerei.

Per sapere qualcosa in più su questa misteriosa quanto minacciosa invenzione vi mostriamo l’intervista realizzata da Noisey ai fondatori Justin Evans e Thomas Sontag.

Chi ha sviluppato LANDR, e come?

Justin: Le radici di LANDR vanno ricondotte ad un gruppo di studenti graduati al Centro per la Musica Digitale della Queen Mary di Londra, che ben otto anni or sono stavano lavorando proprio sul processing intelligente sull’audio digitale. Due anni fa, una nuova incubatrice di progetti chiamata TandemLauch ottenne i diritti esclusivi su quella ricerca e ci diede i fondi e le infrastrutture necessarie per co-fondare la compagnia, insieme a me e ad uno degli studenti di quel progetto. Da allora abbiamo adottato un brillante Amministratore Delegato che ha racimolato abbastanza denaro per permetterci di trasformare questa ricerca super avanzata in una realtà commerciale.

 

Perché il processo di mastering è così complicato, in rapporto alle altre fasi del processo di registrazione musicale?

Justin: Il mastering richiede una quantità di doti e risorse davvero difficili da reperire: un buon orecchio che individui tutto ciò che richiede una correzione, un sistema di ascolto, degli speaker lineari davvero costosi e una sala regia perfettamente trattata acusticamente, cosa che davvero in pochi possono permettersi. Perché? Perché la conformazione della tua stanza, influendo sull’acustica, cambia radicalmente ciò che ascolti, e ciò implicherà delle problematiche enormi nel tuo prodotto masterizzato. Poi devi avere prima di tutto delle nozioni di mastering non indifferenti. La strumentazione usata in questo processo è davvero complicata da usare, prendiamo ad esempio gli equalizzatori o i compressori multibanda, è roba che può rivelarsi distruttiva se usata senza alcuna esperienza. È un lavoro che si basa su molte nozioni tecniche e scientifiche.

 

Non dipende maggiormente dal possedere un ottimo orecchio? Come può un software avere un buon orecchio?

Justin: Il punto è, che cosa fa un buon orecchio? Molto di quello che fa è individuare problemi nelle frequenze dello spettro udibile o capire che cosa si debba processare in base al genere di traccia su cui si sta lavorando. Fortunatamente per il nostro progetto, questi sono problemi che i computer, la psicoacustica e il processing del segnale digitale stanno cominciando a risolvere più che egregiamente. Pensa a Shazam. Voglio dire, una volta per capire di che canzone si trattasse dovevi ingaggiare un pazzo che lavora in un negozio di dischi. Adesso è sufficiente tenere sollevato il tuo telefono.

 

Il software è “adattivo”, ma che significa? Si adatta a determinate preferenze dell’utente? A progetti specifici?

Justin: Il nostro sistema ottiene nuovi dati per ogni traccia che viene caricata. La analizza e impara da essa. Dire più di questo sarebbe come rivelare alcuni tra i nostri segreti più importanti.

 

È una soluzione per gli artisti alle prime armi che non potrebbero permettersi un fonico di mastering? Oppure potrebbe beneficiare ulteriormente artisti con mezzi illimitati a propria disposizione?

Justin: Penso che sia una soluzione per entrambi i casi. Siamo costantemente sorpresi da chi usa i nostro servizio: grandi etichette, A&R importanti, DJ professionisti per i loro set live, artisti grossi che vogliono una preview istantanea di come suonerà la traccia una volta ultimata, creatori di audiolibri, gente che fa video o podcast, persone che masterizzano i propri campioni per farli suonare bene nei live. È molto usato e in molti modi che non ci saremmo mai immaginati in fase di sviluppo.

 

In fase di registrazione, come hai (Thomas) incorporato LANDR nel tuo lavoro in studio?

Thomas: Lo adoperiamo costantemente. A volte prende il posto di un mastering professionale, ma più spesso rimpiazza il processo di “auto-mastering”. In entrambi i casi ci risparmia tempo e denaro, due risorse sempre meno disponibili in un’etichetta indipendente. Lo usiamo per masterizzare le registrazioni dei DJ set, per boostare e ritoccare alcuni rip da vinile che usiamo nei club, per dare una lucidata veloce ai demo che vogliamo testare e condividere. Pensa che, dopo un’accurata deliberazione, lo abbiamo usato talvolta in vere e proprie e proprie release. L’abbiamo confrontato con alcuni lavori svolti da certi studi di mastering e bisogna ammettere che a volte il software ha battuto l’ingegno umano di fonici del tutto rispettabili. È fantastico che sia già così efficace e potrà soltanto migliorare.

 

Il mastering è un processo notoriamente difficoltoso e poco chiaro nella catena della registrazione, come ha ovviato LANDR a tutto ciò?

Thomas: Anche nell’era della produzione musicale domestica, dove un ragazzino con un portatile può essenzialmente ricreare l’equipaggiamento di uno studio che costa milioni, si tende sempre ad affidarsi a qualcun altro per il mastering. Esistono molti strumenti validi per il mastering fai da te, ma come sempre la dimensione amatoriale comporta dei rischi concreti. Senza una stanza dall’acustica perfetta e un orecchio piuttosto allenato è facile fare casino con i propri mix. Per i musicisti senza contratto ingaggiare un grande studio di mastering rappresenta un bell’investimento, oltre che una mossa incerta (non tutti i fonici sono bravi con ogni genere musicale). Per le piccole etichette,poi, i costi aggiuntivi si nutrono letteralmente dei piccoli margini di guadagno già esistenti. LANDR rende l’intero processo a prova di stupido e aiuta ad innalzare il livello per gli aspiranti artisti ed etichette, mostrando in maniera semplice e gratuita che cosa il mastering può fare per la loro musica.

 

Quali benefici presenta rispetto ad un fonico di mastering?

Thomas: Prima di tutto, non si stanca mai. In secondo luogo, abbassa spaventosamente i costi. Il risultato è che LANDR rende più facile il mastering di lunghe registrazioni live, DJ set e materiale grezzo che un producer vorrebbe mandare in giro come demo o test prima di impegnarsi nel lavoro di ritocco finale in un vero e proprio studio di mastering. L’idea che questo processo, che una volta era elitario, quasi alchemico, e sicuramente alla portata di poche tasche, possa ora essere uno strumento facilmente accessibile e direttamente collegato al tuo flusso di lavoro è molto gratificante e soprattutto rende il tutto più pratico.

FLUSSI 2014 sta per iniziare! Ecco il programma completo :

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FLUSSI 2014 #selfware

Festival di musica elettronica e di arti digitali

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  25-31 agosto 2014

     Teatro Carlo Gesualdo, Avellino

Tra qualche giorno prenderà il via uno dei festival più attesi ed interessanti per tutti gli amanti della musica elettronica e delle arti performative : Flussi 2014 ! Ecco il programma ufficiale di cosa accadrà giorno per giorno!

Si comincia lunedì 25 agosto alla Casina del Principe con le esibizioni di artisti emergenti della scena locale e nazionale: lo showcase della homemade label irpina ”Manyfeet Under” che in pochissimo tempo è riuscita a produrre un nutrito catalogo di tutto rispetto, suoi i progetti UHVA, MKR e AV-K.

Stessa formula il 26 agosto, ospiti d’eccezione dieci allievi della classe di musica elettronica del Conservatorio Domenico Cimarosa di Avellino che con l’ensemble C.EL.EN, daranno vita ad una performance di musica elettroacustica improvvisata in bilico tra accademia e sperimentazione.

Il 27 agosto alle 18,30 inaugura, sempre alla Casina del Principe, l’esp stage, il palco attrezzato con impianto quadrifonico che ospiterà fino al 30 agosto, le performances preserali del festival dedicate alla ricerca ed alle pratiche sperimentali. Da segnalare tra gli altri: il progetto di musica e danza del maestro della musique concrète Lionel Marchetti insieme alla danzatrice butoh Yoko Higashi (27 Agosto); la spazializzazione audio di Tez e il cinema espanso di 70Fps (28 agosto); le sculture sonore della canadese France Jobin e le composizioni narrative di Valerio Tricoli (29 agosto); infine il concerto quadrifonico di Thomas Ankersmit (30 agosto), esperienza immersiva in cui sarà sufficiente muovere la testa per percepire una totale differenza nella configurazione aurea.

A partire da mercoledì 27 agosto avranno inizio le esibizioni sul main stage della terrazza panoramica del Teatro Carlo Gesualdo. Attesi ospiti della prima serata in terrazza i Clock DVA di Adi Newton: eredi della scuola dei Kraftwerk e antesignani di un’estetica cyber-punk, i Clock DVA sono nati negli anni ’80 nella fucina industrial di Sheffield, diventando il nome di culto di un fronte elettronico dai contorni gotici e metafisici.

 Giovedì 28 agosto, il main stage ospita l’anteprima italiana dei B/B/S, progetto che vede Erik Skodvin alla chitarra, Andrea Belfi alle percussioni e Aidan Baker al basso. In chiusura il live set di Roly Porter che a due anni dall’ottimo debutto Aftertime datato 2011, presenta il suo secondo lavoro: Life Cycle Of A Massive Star (2013), album di una drammaticità epica e sbalorditiva.

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Grande attesa per la giornata di venerdì 29 agosto, data in cui i Demdike Stare eseguiranno una sonorizzazione dal vivo del film muto del 1922 Häxan di Benjamin Christensen. L’anteprima italiana dell’evento avrà luogo sullo stage indoor del Teatro Carlo Gesualdo, cornice perfetta per questo act assolutamente da non perdere.

Nella stessa serata, sulla terrazza del teatro, il live di TM 404, progetto dietro cui si cela la mente di Andreas Tilliander: il suo sound acid che egli stesso ha definito “acid sonnolenta” si basa su strutture poliritmiche, realizzate in presa diretta e registrate senza subire alcun processo di post-produzione.

Sabato 30 agosto sarà la volta dell’esibizione di Christian Fennesz, una delle personalità più importanti ed influenti del panorama musicale contemporaneo, accompagnato dal live performer e videoartista Lillevan. La loro sarà una performance in cui i vibranti e poetici turbinii elettronici del chitarrista/artista elettronico austriaco si fonderanno con la personale poetica per immagini propria del video artista tedesco. La loro esibizione nello stage indoor del Teatro Gesualdo rappresenta uno dei momenti più attesi ed intensi della manifestazione irpina.

L’ultima serata in terrazza vedrà l’esibizione di Laurel Halo, artista statunitense che ha sviluppato negli anni un sound capace di fondere con maestria le pulsazioni delle macchine hardware e software (sintetizzatori, campionatori, drum machine) con la propria voce, aggiungendo così fisicità al suo processo compositivo. L’album di debutto solista della Halo, Quarantine, è stato pubblicato da Hyperdub e acclamato dalla critica nel 2012, ricevendo riconoscimenti come best 10 Album of the Year secondo il The Washington Post e il 1° Album of the Year secondo il prestigioso The Wire Magazine.

Domenica 31 agosto, Flussi propone, per il secondo anno consecutivo SOUNDAY, una domenica intera dedicata alle esibizioni di artisti emergenti. La chiusura di Flussi 2014 sarà affidata all’evento speciale con Cellule D’Intervention Metamkine, collettivo audio-visivo composto da Christophe Auger, Xavier Quèrel, Jèròme Noetinger. Il trio, attivo dal 1987, propone performances basate sull’utilizzo di proiezioni in 16mm (manipolate dal vivo tramite una serie di dispositivi di rifrazione e filtro della luce, nonché di modificazioni ed estensioni meccaniche sui proiettori stessi) e sulla musica elettroacustica dal vivo prodotta con registratori a bobine e strumenti analogici.

Oltre all’offerta artistica, Flussi propone, come di consueto un’offerta didattica-formativa costituita da workshop, laboratori e talks con artisti, docenti e ospiti invitati per l’occasione.

 

Quattro i workshop di alto profilo, da sempre una delle prerogative del Festival:

- Shapes Spaces and Lights 3D Sound Reactive and Dmx with Unity3D tenuto da Roberto Fazio

- Sistemi interattivi con Max 6 tenuto da Franz Rosati

- I segreti delle arti sensoriali DIY workshop tenuto da Carmine De Rosa

- Midi 1.0 Trent’anni di compatibilità tenuto da Michele Solinas

 Tre laboratori speciali:

- il laboratorio realizzato in collaborazione con il Progetto Danza del Teatro Carlo Gesualdo, finalizzato alla ricerca sul tema della contaminazione e dell’ibridazione tra danza, musica elettronica e digital art. Il laboratorio prevede una performance conclusiva il 31 agosto alla Casina del Principe;

- la seconda edizione del laboratorio aperto e gratuito Flussi For Kids, indirizzato a bambini da 8 a 14 anni orientato a stimolare la curiosità e la creatività dei più piccoli attraverso l’impiego di strumenti e tecnologie digitali;

- il laboratorio di Progettazione di Interfacce Utente Naturali curato da Salvo Nostrato, destinato a volontari che operano nel settore della disabilità. Il laboratorio si basa su una serie di ricerche di successo sull’utilizzo creativo/terapeutico di interaction design abbinato ad interfacce video-ludiche nell’ausilio alla cura di deficit motori, di apprendimento o di relazione, specialmente nei bambini affetti da Autismo.

Jonathan Kluth realizza una bellissima canzone suonando una Polo (la macchina)

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Jonathan Kluth è un polistrumentista tedesco che esibisce con l’aiuto di una loop station. Ogni tanto spunta qualche nuovo video di artisti o creativi che con questa tecnica producono canzoni nei modi più stravaganti. Questa volta, nella sua vecchia Polo, seduto al posto del guidatore,  Jonathan usa l’auto come strumento e la percuote per creare il ritmo della sua canzone intitolata “Squares“.

 

Covers di album famosi viste da una prospettiva inversa!

dark-side-bowie-aladdin-sane-608x322Come al solito sono sempre le idee più semplici a rivelarsi particolarmente sorprendenti e divertenti una volta messe in pratica, a farti esclamare ” Che figata! potevo pensarci io!”. L’utente di Flickr Harvezt ha creato il progetto “The Dark Side of the Covers“, dove praticamente affianca all’immagine originale di discjo storici la versione vista da una prospettiva diametralmente opposta. Tra le covers presenti spiccano senza dubbio quelle di artisti come David Bowie, Metallica, Nirvana, Beatles e molti altri. In attesa di ulteriori rivisitazioni date intanto uno sguardo a queste :

 

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Francesco Maddalena ci presenta il suo nuovo progetto “LDWG”, con cui esordirà a Flussi 2014

BANNER620PXL’edizione 2014 di Flussi sarà di certo anche quest’anno un evento imperdibile, l’occasione per ammirare qualcosa di nuovo che si rinnova, muta e migliora anno dopo anno. Tra le tante sorprese della prossima edizione spicca quello di LDWG, nuovo progetto del caro Francesco Maddalena che finora abbiamo potuto apprezzare per i precedenti lavori svolti con il nome di Phooka. Sarà la prima perfomance in questa nuova veste ed abbiamo ritenuto opportuno chiedere al diretto interessato qualche informazione in più su LDWG.

 

 

Con che presupposti prende vita il progetto LDWG?

Non parlerei di presupposti quanto di necessità. LDWG è prima di tutto un altro modo di esprimermi, in secondo luogo attraverso LDWG volevo provare a descrivere non più me stesso ma quello che mi circonda.

Rispetto a “Phooka” è percepibile una variazione sul tema più che un cambio di rotta vero e proprio, il sound risulta più comunicativo e meno introspettivo, è uno degli effetti che volevi ottenere?

Sicuramente più comunicativo, LDWG come dicevo prima non è più un’analisi introspettiva ma uno sguardo su quello che è intorno. Il contesto in cui viviamo si nutre di violenza e “amore” incondizionato verso ciò che è futile, lasciandoci vivere in un vuoto che è l’unica cosa che riusciamo a comunicare con chiarezza, nonostante i tentativi di nasconderlo. Vorrei che ogni video ed ogni traccia mantenesse una dimensione di confusione, di disorientamento ai confini con l’estraneità, questo credo che sia importante, non è una denuncia ma una descrizione, o meglio un “immersione”. Non voglio fare il filosofo, ma di fatto non ho altro modo per descrivere LDWG e credo tuttavia che non siano poi concetti così alti da scomodare la filosofia,  sono manifestazioni abbastanza evidenti e palesi, basta guardarsi intorno.

Come è nata l’esigenza di affiancarci flussi video? da te stesso creati tra l’altro.

Si, sono estremamente convinto che la musica sia evocativa e molte volte l’immagine aiuti a contestualizzare e rafforzare quello che si vuole esprimere. Creare qualcosa di completo, lasciando comunque una certa libertà di interpretazione, in modo che immagini e musica, se pur canalizzati in una dimensione, evochino liberamente significati e concetti nella testa di chi guarda e ascolta.

LDWG farà il suo esordio quest’anno a Flussi, come mai hai scelto proprio questo evento per il varo?

Ma a dir la verità non ho scelto io, nel senso che ovviamente ringrazio gli organizzatori del festival che mi hanno contattato dopo aver ascoltato alcune delle mie tracce. Da un anno sto lavorando su questo nuovo progetto postando ogni tanto video ed estratti di tracce, Flussi (nella persona di Carmine Minichiello) da subito ha mostrato interesse per questo nuovo progetto e quest’anno ha deciso di inserirlo nella line up. Io ovviamente sono felicissimo di presentare LDWG in un contesto così importante come Flussi e sarà per me un onore parteciparvi.

Sono previste uscite discografiche come LDWG?

Al momento ho un po’ di proposte ma nessuna è definita, quindi preferirei non sbilanciarmi. Uscirà un remix a breve, per il resto io continuo a lavorare sulle tracce, per concretizzare meglio quello che vorrei dire e fare con LDWG.

 

FLUSSI 2014 – MEDIA ARTS FESTIVAL | INFO & LINE-UP

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FLUSSI

Festival internazionale di media art e cultura digitale
VI edizione
25 agosto – 31 agosto 2014
Teatro Carlo Gesualdo, Avellino

Dal 25 al 31 agosto 2014 il centro storico di Avellino ospita la VI edizione del festival internazionale di media art Flussi, sette giorni di performance live, installazioni, workshop, screenings, talks e incontri con artisti. Giunto alla VI edizione, Flussi continua il percorso di diffusione e scoperta delle forme d’arte basate sull’uso critico/creativo di nuove (e vecchie) tecnologie. Non solo musica elettronica e arte digitale, ma tanta ricerca e sperimentazione in un programma che quest’anno incrementa da cinque a sette le giornate dedicate ai live e agli incontri. Flussi è una delle realtà di maggiore spessore nell’ambito dei festival italiani di settore, un evento di qualità, caratterizzato da un approccio trasversale e crossmediale, nel quale coesistono differenti linguaggi, generi e pratiche artistiche. Parallelamente all’offerta musicale, elemento cardine della manifestazione, Flussi propone installazioni multimediali, sound art, videomapping e screening distribuiti nelle diverse location del festival.

Tre i palchi dislocati nel centro storico di Avellino:

• MAINSTAGE –  Sulla suggestiva terrazza del “Teatro Carlo Gesualdo”, dove si esibiranno artisti di punta del panorama internazionale tra i quali i veterani Clock DVA, antesignani di un suono cibernetico dai toni cupi ed enigmatici, insieme ad alcuni tra i nomi più stimolanti sulla scena quali:

TM404, Laurel Halo, Roly Porter, Rashad Becker e B/B/S, progetto di Aidan Baker, Andrea Belfi e Erik Skodvin alla loro prima apparizione in Italia.

• ESP STAGE – Nella corte della “Casina del Principe” dedicato ai set sperimentali, attrezzato con impianto audio quadrifonico, che ospiterà le performance pomeridiane e preserali ed avrà quest’anno ancora più spazio e peso, con l’esibizione di artisti di punta della scena internazionale quali: Cellule d’Intervention Metamkine, Valerio Tricoli, Thomas Ankersmit e Lionel Marchetti;

• GRANDE STAGE “TEATRO CARLO GESUALDO –  Dove si terranno due spettacolari live acts:

il 29 agosto il duo inglese Demdike Stare presenta una suggestiva sonorizzazione dal vivo del film muto del 1922 “Haxan” uno dei primi e censuratissimi film sulla stregoneria; il 30 agosto sarà la volta dell’austriaco Christian Fennesz figura tra le più rappresentative della musica elettronica degli ultimi anni, accompagnato dai visuals del tedesco Lillevan, per una performance audiovisiva di rara potenza evocativa. La formula, dimostratasi vincente negli anni propone inoltre un programma didattico-formativo con workshops e appuntamenti dedicati a talk e conferenze lungo l’arco del festival.

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Lineup confermata:

Christian Fennesz + Lillevan \ Clock DVA \ Demdike Stare \ B/B/S \ Cellule d’Intervention Metamkine \Laurel Halo \ Rashad Becker \ Roly Porter \ TM404 \ Sculpture \ Lumisokea \ Thomas Ankersmit \Valerio Tricoli \ Mai Mai Mai \ Nicola Ratti \ Plapla Pinky \ Shelley Parker \ France Jobin \ Lionel Marchetti + Yuko Higashi \ Olivier Di Placido + Jasem Hindi \ Renato Rinaldi \ Strotter Inst.

Workshops:

Shapes Spaces and Lights – 3D Sound Reactive and Dmx with Unity3D

Sistemi interattivi con Max 6 – Progettazione e realizzazione con C’74 Max 6

I segreti delle arti sensoriali – DIY workshop

Midi 1.0 – Trent’anni di compatibilità – Midi workshop

Il programma completo, e tutte le informazioni su biglietti e ospitalità saranno disponibili presto sul sito

www.flussi.eu

 

ZU::SHAMAN Summer edition 2014 – DUBFIRE | HOBO | ALE RAPINI

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Il 20 luglio saranno ospiti del magnifico Zu:Bar i Dubfire e Hobo accompagnati da Ale Rapini: una programmazione musicale capace di scatenare le migliori energie e riscoprire il piacere del presente. Con metà dei Deep Dish tutto sarà un po’ minimal e versatile nel contenuto: come sempre, sperimentare per crescere.

Lo ZU::SHAMAN si svolgerà presso il Parco Le Naiadi a Pescara (PE) in Viale della Riviera Nord, le performance avranno inizio alle ore 18:00 e termineranno alle ore 24:00, a seguire ci sarà l’Aftershow in luogo ancora da definire con performance dalle ore 24:00 alle ore 06:00.

 Info :

http://www.facebook.com/zubarclub
http://www.twitter.com/zubarmusic
http://www.youtube.com/ZUBARtv
http://www.soundcloud.com/zubar-1

Il paranoico set di Aphex Twin al Glastonbury Festival 2014 !!

 

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Pare che anche quest’anno il Glastonbury sia stata una roba fuori dal mondo.  Lo storico festival bretone, famoso per la musica, la varietà di artisti ed eventi proposti  e la quantità di sporcizia lasciata, anche questa volta ha regalato tre giorni di pure vibrazioni ed un tuffo in quel mood libertino anni 70′ che solo quel particolare tipo di evento sa cucirti addosso. All’interno di una line-up di fuoco, in questa edizione spiccava anche il nome del bravo e dannato Aphex Twin, uno di quelli che tocca ascoltare almeno una volta nella vita, soprattutto per chi vuole analizzare più da vicino l’assioma follia/arte. A chi come me ancora manca tale esperienza non resta che ascoltare il set proposto da Twin durante la sua performance a Glastonbury, promettendoci di non perdere il prossimo, ovunque sarà.

DJ AFX (Aphex Twin) (Glastonbury Festival 2014) by Scott Wetherill on Mixcloud

Parte oggi quel sogno chiamato Dancity Festival !

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C’è un posto in Umbria, una piccola cittadina di nome Foligno che per tre giorni all’anno si spoglia delle vesti di cittadina quiete e silenziosa, per divenire il centro di uno degli eventi più speciali che il nostro territorio possa offrire. Non parlo della magnifica Festa degli aquiloni (che si tiene ad Ottobre) ma del Dancity Festival.

Non si tratta del solito raduno filo-tunz-tunz che si tiene con cadenza giornaliera un pò ovunque con l’arrivo della bella stagione, in chi sa di cosa stiamo parlando la parola Dancity genera un’idea ben precisa, l’idea che persone, nonostante le difficoltà dei tempi moderni in cui spesso non si riesce ad organizzare nemmeno un week-end fuori porta per due, vivano un sogno e riescano a metterlo in pratica e renderlo meraviglia comune. Quello che avviene a Foligno è un esempio di come le cose dovrebbero essere, di come l’arte andrebbe pensata, fatta e condivisa ed è sopratutto un’opportunità, per tutti, per gli artisti, per quelli emergenti e non, per le persone comuni, per il nostro territorio e per la nostra cultura, per tutti quelli a cui piace banalizzare il mondo delle arti elettroniche.

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Come per una donna troppo bella, anche qui cercare di spiegare a parole l’esperienza Dancity rappresenterebbe comunque un tentativo goffo di rendere quello che davvero avviene. Tre giorni pieni zeppi di eventi in ogni angolo della città, in ogni magnifico scorcio di questa cittadina medievale si potrà leggere un verso del concept Dancity. Noi vi consigliamo di andarci e basta, cercando di fornirvi giusto i pochi dettagli necessari per sapere a cosa andate incontro.

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Il festival inizia oggi con la performance dell’imprevedibile Caribou come artista di punta, ma ci sarà anche la promettente Jessy Lanza che finora ha fatto vedere, e soprattutto sentire, cose sublimi.

Sul sito del Dancity troverete tutti i dettagli necessari, mentre se avete voglia di sapere qualcosa in più direttamente da personaggi chiave come Giampiero Stramaccia e Melissa Giacchi ( rispettivamente direttore artistico del festival e presidente dell’associazione) potete leggere l’interessante intervista realizzata da Soundwall pochi giorni fa :

http://www.soundwall.it/dancity-festival-la-lucida-folle-rincorsa-di-un-sogno/

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